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E' un mondo difficile ( capitolo 26 )


di chiara94
31.12.2025    |    531    |    72 6.5
"” Insisto:” ma il fine è metterci assieme, vero?” Ribadisce:” il fine è che tu torni a comportarti in modo equilibrato..."
“Aldo; sei già tornato? Come è andata con Andrea?” mi chiede mia sorella.
Prima di uscire le ho raccontato tutto. Dorotea, oltre ad essere mia sorella, è la mia migliore amica. Qualche volta ha provato a coinvolgermi in uscite con le sue amiche, ma ho sempre rifiutato. Non mi sentivo psicologicamente pronto.
Avevo paura di deluderla e di fallire.Come controproposta avevo suggerito un’ uscita tra il mio gruppo e il suo, ma le amiche di mia sorella hanno sempre rifiutato.E cosi non se ne è mai fatto nulla.

La metto al corrente:” Andrea acconsente che io esca con Diana. Era presente anche lei.”
Mia sorella mi sorride:” Benissimo. Sono contenta. Forse è la volta buona.”
Freno subito il suo entusiasmo:” Però lei non mi è sembrata molto convinta. Non ha praticamente parlato. Ha fatto totale scena muta.”
Dorotea cerca di tranquillizzarmi:” Aldo; sarà timida e sarà la prima uscita con un ragazzo. Anche io non sono mai uscita con un ragazzo. Probabilmente anche io mi sarei comportata come lei.”
Metto le mani in tasca, iniziando a girare per la stanza:” Potrebbe essere, e se non fosse così? Non vorrei che la mia prima uscita sia traumatica.”
Mia sorella si alza e mi abbraccia da dietro:” Aldo; non farti problemi, quando non ci sono. Vedrai che sarà un successo.”

Questa vicinanza porta a stretto contatto le sue grosse tette con la mia schiena.Mia sorella le ha veramente enormi.
Deve avere una quarta.Questo innocente contatto mi causa un’ improvvisa erezione.Non è la prima volta che succede.
È già da un po’ che, a fronte di suoi abbracci, il mio cazzo non resta indifferente.Per fortuna non se ne è mai accorta.
Non posso staccarmi o, se mi girassi, se ne accorgerebbe.A quel punto come mi giustificherei?

Non posso comunque dirle della proposta di Andrea. Mi direbbe sicuramente di no.Devo mettergliela in un altro modo.
Così avrò maggiore possibilità di successo.Senza guardarla, lancio l'idea:” e se uscissimo in quattro? Io, te, Diana e Andrea? A quel punto Diana sarebbe più a suo agio.”
Dorotea si stacca subito da me, sentendo le mie parole.Ho un erezione, devo trovare una soluzione.E cosi vado a sedermi.La scrivania nasconderà il mio problema.La guardo, aggiungendo:” quest’ idea l’ ho detta anche davanti a loro due. E la pensano come me. L'ho lanciata perché non sapevo come destreggiarmi con Diana. Non diceva una parola. Lo so, ho sbagliato a non consultarti. Però tu non c'eri, e non potevo sicuramente mandarti un messaggio. Forse avresti dovuto accompagnarmi, ma non ci ho pensato.”
Mia sorella mi guarda in silenzio. Cazzo, ho combinato un casino.Sarei dovuto stare zitto.Ma non potevo certamente dirglielo in modo diretto.L'ha già presa male così, figuratevi dirglielo in modo diretto.Il silenzio di Dorotea mi sta destabilizzando.Devo fare qualcosa, ma non so cosa.Decido così di ritirare la mia proposta:” lasciamo perdere. Forse hai ragione tu, è un idea stupida.”
Questa volta finalmente si degna di parlare:” Lasciami pensarci qualche ora.”
Devo cercare di farle capire che non è nulla di impegnativo:” Sorellina; te l'ho proposto, perché Andrea esce con me. È un bravo ragazzo. Non è un morto di figa. E poi ci sarò io con te.”
Rimane sulla sua posizione:” Voglio comunque pensarci.”

Questa sua esagerata titubanza mi lascia perplesso.Se le avessi detto di uscire solamente con lui, avrei capito.
Ma un'uscita a quattro, che problema c'è? Il problema lo potrei avere con Andrea.Non sono sicuro che lui accetterebbe la mia soluzione.Comunque sarebbe sempre meglio di niente.Sarebbe stupido a rifiutare.Mettendola così, pensavo che mia sorella avrebbe accettato subito.Invece no, ci deve pensare.Comunque questa cosa è strana.Lei conosce i miei amici.
Spesso li ha visti, quando sono venuti a casa mia.Alcune volte si è fermata a parlare con noi.Alla fine sarebbe un’ uscita simile.In certe situazioni, ha addirittura scherzato con Andrea.Nulla di trascendentale, però mi sembrava un buon punto di partenza.Mia sorella si troverebbe meno in imbarazzo, di quanto si sia trovata Diana. Perché loro due si conoscono già;Diana non si è quasi mai fatta vedere, quando siamo andati a casa loro.Se usciva dalla stanza, si limitava sempre a un laconico ciao.

Torniamo a Roberto.
Seguo il mio compagno.Percorriamo un buon tratto, arrivando in una zona poco frequentata da noi.I due gruppetti si sono riuniti.Una cosa mi balza subito all'occhio: manca Lavinia.Appena li raggiungo, Bruno mi dice:” Roberto; prima ti aggiorniamo su quanto successo. Abbiamo seguito le ragazze, che hanno iniziato a guardare e a commentare i ragazzi delle varie compagnie. Essendo distanti, questa cosa l’ abbiamo immaginata. Poi le nostre compagne ce l'hanno confermato. Adesso ti racconta Anna, nei dettagli. Lei c'era.”
Anna interviene:” Lavinia era molto entusiasta nel fare questa esperienza. Lei l'ha chiamata tour delle conoscenze. La prima compagnia incontrata, è stata quella composta da quelli della nostra età, ma dell'altra sezione. In quella classe ci sono due o tre bei ragazzi. Ovviamente la voce dell’arrivo di Lavinia si era già sparsa a scuola, ma nessuno si era ancora mosso, essendo appena arrivata. Quando però siamo passate accanto a loro, si sono accorti che stavamo sorridendo e parlando di loro. Il nostro scopo era quello del resto. Due di loro si sono messi a fissare Lavinia, che ha ricambiato non togliendo lo sguardo. Però sai come funziona in questi casi. Vado io o vai tu? Vai tu o vado io? Alla fine non si muove mai nessuno e si risolve in un nulla di fatto. E così è stato. Si sono limitati a fissarla. Dopo circa un minuto di attesa, Lavinia ci ha detto che preferiva proseguire. E così abbiamo fatto. Nella panchina dopo, abbiamo trovato quelli della nostra sezione, ma più grandi. Anche loro si sono messi a fissare Lavinia. Due di loro si sono avvicinati a noi, visto che ci conoscono già. Abbiamo scambiato qualche parola, ma abbiamo capito che erano frasi buttate lì, senza alcun senso. Il loro vero obiettivo era Lavinia. Probabilmente anche loro hanno tergiversato troppo, e Lavinia ha perso interesse. Non è mai intervenuta nel discorso, dimostrando una scarsa propensione alla conoscenza.”

Decido di interromperla:” un attimo”, rivolgendomi a Bruno:” nel mentre, voi cosa facevate?”
Bruno sospira:” Roberto; niente. Siamo stati totalmente passivi. Non potevo certamente fare una sceneggiata davanti a quelli di altre sezioni o a quelli della mia età. Mi sarei completamente sputtanato.”
“Però gli altri si saranno chiesti del motivo della vostra presenza” domando.
Non può far altro che darmi ragione:” lo so perfettamente, ma è stato più forte di me.”
Anna riprende il suo racconto: “ comunque ci siamo allontanate anche da loro e, la panchina dopo, abbiamo trovato un ragazzo, da solo. Bello, abbronzato, più grande di noi. Si sono piaciuti subito lui e Lavinia. Non ha perso un attimo,si è alzato ed è venuto a presentarsi a Lavinia. Hanno iniziato a parlare, allontanandosi quasi subito.”

Anna si blocca.Guarda poi gli altri miei compagni. Nuovamente tutti gli occhi sono puntati su di me.Ovviamente domando:” perché mi guardate? Sapevo già, che Lavinia non è interessata a me.”
La mia compagna torna a parlare:” dopo circa mezz'ora, Lavinia è tornata. Eravamo già tutti assieme. Noi ragazze le abbiamo subito chiesto come era andata, ma non abbiamo ricevuto risposta in proposito. Ci ha solamente detto che sarebbe dovuta tornare da quel ragazzo, ma di avvisarti di raggiungerla.”
“Io?”chiedo.
Anna annuisce:” e cosi ti abbiamo mandato a chiamare”
Obietto:” mi racconterà domani a scuola. Non vado a disturbarli.”
Nuovamente tutti tornano a guardarmi. Spiego la mia posizione:” Ragazzi; ma non serve a nulla fare altro. E’ solamente tempo perso. Se a Lavinia piace quello,è inutile che continuate a starle dietro. Ha fatto una scelta, e dobbiamo rispettarla. Credete che spiandola, lei cambierà idea?”
Bruno si innervosisce, sentendo le mie parole:” D’accordo, Roberto; hai ragione. Ma ti sembra normale, che se ne vada con il primo coglione che incontra? Magari non ha neppure la macchina, o ha una macchina più di merda della tua.”
Mi limito a ricordare a tutti:” E’ solamente la mia compagna di banco. Ed è solamente una nostra compagna. Fuori da scuola, può fare quello che vuole.”
Anna non è d’accordo con me:” No, Roberto; questa tua spiegazione non l’accetto. Tu e Bruno siete arrivati con Lavinia. Bruno l’ ha scarrozzata per la città. Lei e Bruno sono venuti a prenderti. E poi? Venite ai giardini, e lei se ne va per i cazzi suoi?”
Provo a farli ragionare:” Non hai tutti i torti, ma io e Bruno siamo sempre venuti ai giardini, indipendentemente dalla presenza di Lavinia. Ci siete tutti voi inoltre. L’uscita non può reggere su una sola ragazza. “
“Roberto; andiamo a fare un giro in macchina” mi dice Bruno.

Seguo Bruno.Del resto non ha più senso stare ai giardini.Probabilmente vorrà accompagnarmi a casa.Saliti in macchina, parte.Bruno mi confida:” Roberto; a me Lavinia piace molto. Dovresti parlare con lei e convincerla. Non so il motivo, ma tu hai un forte ascendente su di lei.”
Scuoto la testa:” Bruno; è andata via con uno, senza praticamente conoscerlo. Probabilmente a fine giornata se la scoperà. Non c’e’ più nulla da fare. Anche con me si rapporterà in modo diverso da domani. E’ bellissima, ne sono consapevole. Ma dobbiamo accettare la sua decisione.”
Bruno inizia a prendere a pugni il volante ed a imprecare.Lo capisco, anche io sono molto deluso.Però Lavinia non ha mai cambiato posizione, almeno riguardo a me. Entro in casa e vado velocemente in camera mia. Non ho voglia di mangiare.

L’ho difesa, però Anna aveva ragione. Lavinia si è comportata da stronza.Perché chiedermi di uscire, e poi abbandonarmi come un coglione?Perché fare la scenetta davanti i miei genitori, e poi trattarmi come uno sconosciuto? Anche se,in fondo sono uno sconosciuto per lei. La conosco solamente da due giorni. Mi sdraio sul letto.Quella schifosa troia e’ con quel ragazzo ora. L’ha visto, e si è innamorata.Sicuramente sono a casa di Lavinia, o in macchina.Tanto la madre e’ sua complice.Mi ha fatto entrare in casa, dopo due giorni che conoscevo sua figlia.E ha permesso che tirassi fuori il cazzo, davanti sua figlia.E non piaccio, ne a una ne al altra. Preferiscono Bruno, perché ha i soldi, la bella macchina, per l’aspetto fisico.Eppure anche lui è rimasto fregato.

Ora Lavinia è con un altro. E a quello lì starà permettendo di leccarle le tette.Se non addirittura di morsicargliele.A me non ha concesso nulla. Due carezze e basta.E’ vero, ho sfregato la faccia contro quelle due montagne, ma era vestita.
Lui si ritroverà quelle tette nude, e ci farà quello che vorrà.Probabilmente gliele pinzerà pure.Chiamerà la mamma per lamentarsi?E poi che troia: ero con il cazzo di fuori, e non me lo ha mai guardato.Voleva che mi segassi da solo.Adesso starà facendo godere quel ragazzo, e non starà sicuramente usando la mano.Il cazzo di quel ragazzo o sarà in mezzo alle tette di Lavinia, o nella sua bocca.Solamente perché è ancora presto.Più tardi si prenderà anche la figa e il culo.E dove le sborrerà? Dipende.Lei si farebbe sborrare anche in figa, se lui glielo chiedesse.Essendo innamorata, il no non sarebbe contemplato.Se invece lui vorrà solamente divertirsi, le sborrerà in bocca. E quella troia dovrà berla tutta.Vedete come sono troie le ragazze.Vedono uno bello, e si innamorano come delle sceme.

L’ importante è che mi lasci perdere, che non mi parli più.Non mi potrà più dire che devo ascoltare le sue regole, o che me la farà pagare.Se proverà a dirmi qualcosa, reagirò.Che schifo.Domani arriverà a scuola, sborrata. Ed io sentirò l’odore della sborra di quel ragazzo.Ha tanto la faccia di una brava ragazza, ma alla fine è solamente una squallida troia.
Peggio delle altre.Si sarà fatta aprire come la peggiore delle baldracche.Basta, non ci voglio più pensare.Voglio guardare un po' di televisione.Prendo il telecomando.Ma come mai è bagnato e appiccicoso?Che schifo.Lo guardo.E’ pieno della mia sborra.L’ho preso in mano, dopo essermi fatto una sega e aver sborrato.

Torniamo a Francesco.
Arriviamo al locale, e ci sistemiamo in un tavolino appartato.Gaia si toglie il giubbotto e si siede:” Francesco; mi sembra di essere tornata ai vecchi tempi. Io e te,che usciamo dopo l’università, se non lavoro.”
Cerco di essere naturale:”Hai proprio ragione. Non pensavo che sarebbe successo di nuovo.”
Vengo bacchettato:” Francesco; anche se ultimamente non sei stato molto carino con me;ti voglio bene ugualmente. Quando non hai le tue paranoie, mi trovo molto bene con te.”
Non voglio ricadere negli stessi errori:” C’e’ un detto; Gaia. Sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico.”
Gaia si affretta a chiedermi:” Ti riferisci a me, o a te?”
Ammetto semplicemente:” A me, Gaia. Dopo il discorso di ieri, penso che solamente un coglione non avrebbe capito il tuo discorso.”
Gaia beve un sorso di coca cola:” Scusami; avevo una sete. Secondo me, tu non l’hai proprio capito; Francesco.”
Non capisco l’obiettivo di Gaia, e pertanto le rispondo:” Gaia; non vorrei più tornarci su. E sai perché? Perché poi potremmo iniziare a discutere, e non vorrei rovinarmi questi momenti assieme. Me li voglio godere.”
Il mio discorso sembra venire apprezzato:” Francesco; quando parli cosi’, mi piaci. Pero’ voglio ritornare un attimo sul discorso di ieri. Tu non devi avere paura della tua ombra.”
Su questo ha perfettamente ragione:” Si, lo so. Infatti, dopo il tuo discorso, mi sono guardato dentro, e ho capito che il mondo va avanti lo stesso. Il destino ha voluto farmi conoscere un’altra bellissima ragazza. Ed io non credo alle coincidenze.”
Gaia mi sorride:” Hai già voltato pagina, vedo. Pero’ non capisco una cosa: perché ti sei arrabbiato coi tuoi amici,allora? E la sceneggiata di stamattina con Corrado?”
Mentire sarebbe inutile:” Parto prima dal tipo dell’università. I motivi sono due: mi ha attaccato, e un po' di gelosia c’è ancora. Non può scomparire in due giorni. Anche per i miei amici, i motivi sono due: quando li ho visti, non la conoscevo ancora. Il secondo motivo è perché non voglio che escano con te. Sono troppo dei coglioni. Tu meriti molto di meglio.”
Gaia ci pensa su un attimo, prima di rispondere:” Nessuna gelosia nei loro confronti?”
Voglio essere totalmente sincero con lei:” Ovviamente sì, però rimane il fatto che sono dei coglioni, come quel Corrado.”
Gaia sembra darmi ragione:” Potrebbero anche essere dei ragazzi intelligenti, ma hanno voluto troppo mettersi in mostra.”
Finalmente sento delle parole giuste:” Nevica. Per una volta concordi con me?”
La sua risposta e’ abbastanza indecifrabile:” Si e no. Aspetta, ti spiego. I loro racconti ci stavano; però non ho capito se sono proprio fatti cosi’, oppure se si sono comportati cosi’ per me.”
Le domando:” E cosa cambierebbe scusa?”
“Non mi piacciono i ragazzi costruiti.” e’ la sua risposta.
La metto in guardia:” Credo che vi chiederanno di uscire nuovamente.Penso che le nostre strade si separeranno comunque. Ho capito che non sono dei veri amici. Non posso più contare su di loro.”
Gaia mette una mano sulla mia:” Francesco; sono i tuoi migliori amici. Tu non devi chiudere con loro, per un motivo cosi’ infantile. Anche se ci chiedessero di uscire, tu dovresti essere sempre te stesso.”
Mi viene un dubbio:” Sei uscita con me, per avvisarmi che uscirete con loro?”
E’ stata un’ uscita infelice, la mia:”Francesco;come ti ho già detto, non dobbiamo chiederti il permesso. Comunque non sono qui, per litigare. Sono uscita, in un’ottica costruttiva. Io vorrei tanto conoscerti, anche in uscite, dove non siamo solamente io e te. Quando siamo solamente io e te, tu sei praticamente perfetto. Il problema e' quando ci sono altre persone. Prima o poi, per un motivo o per un altro; altre persone compariranno sempre. E cosa facciamo? Mi tieni il muso, come hai fatto con Mariano, Corrado, e i tuoi amici?”
Ho difficoltà a capire il suo discorso:” Gaia; ma come hai detto, tu non mi devi chiedere il permesso per fare una cosa. Quindi perché ne stiamo parlando?”
Altro sorso di coca cola, e poi mi risponde:” Ne parliamo, perché tu mi hai fatto un discorso, e io ci ho pensato su. Sinceramente non ero preparata al tuo discorso, e dunque posso essere stata un po' troppo sbrigativa nelle risposte.”
Mi ricordo le sue esatte parole; non le posso dimenticare:” Gaia; non hai usato le sfumature del beige. Sei stata proprio drastica.”
Gaia la butta lì:" Francesco; tu accetteresti di fare qualche uscita anche con Mariano, e con i tuoi amici?”
Ho abbastanza esperienza, ma non riesco proprio a capire dove voglia arrivare:” per quale motivo; Gaia?”
Lei assaggia un salatino, masticando lentamente:” per dimostrarmi, che sei diverso.”
Una richiesta simile non me la sarei mai aspettata:” Gaia; sono scoppiato l'altra sera, scoppierei nuovamente.”
Gaia esclama:” se sei così, allora niente. Ritiro il discorso. Esci pure con quella, che hai conosciuto.”
Provo a farmi sentire:” Gaia; quei tre ci vogliono provare con te. Tu e Mariano siete assieme. Va bene tutto, ma starei soltanto male, a vederti andare a letto con lui.”
Gaia prende altri due salatini e se li mette in bocca:” con chi?”
“ Con Mariano” le ripeto.
Lei prende i salatini e li sposta su un altro tavolo. Probabilmente non vuole mangiarne troppi,per non ingrassare. Poi beve ancora un sorso di coca cola:” Mariano è stato lasciato dalla ragazza, ed è tanto giù di morale. Ha bisogno di parlare. Lavora in ufficio con me, e qualche volta lo ascolto. Ma non c’è mai stato niente, tra me e lui.”
Rimango sorpreso:” e perché non me lo hai detto prima?”
Mi guarda, riprendendo a parlare“Per due motivi. Volevo metterti alla prova; per vedere il tuo livello di gelosia. Il secondo motivo, per il tuo comportamento tenuto. Se tu ti fossi comportato bene, te l'avrei detto quasi subito.”
Mi stara' dicendo la verità? Chi lo sa:” ma se lui volesse sfogarsi, la mia presenza potrebbe essere di troppo. Anche se mi comportassi bene, verrebbe meno il motivo della vostra uscita.”
Gaia spalanca gli occhi, per poi assumere un atteggiamento serioso; abbandonato da un sorriso:” quando vuoi, sei intelligente; Francesco.”
Le rispondo:” mentre con i miei amici, metteresti alla prova la mia gelosia; per capire il mio grado di fiducia in te. E se so mantenere il controllo, anche se parli con altri ragazzi.”
Gaia mette nuovamente una mano sulla mia:” sbagliato; Francesco. Io non ti voglio far ingelosire,voglio scoprire come sei in gruppo. Non siamo più bambini. Ho solamente bisogno di avere la sicurezza, che tu sia un ragazzo equilibrato.”
Condivido il suo pensiero:” Già. Ci hanno provato come tre coglioni, senza avere alcuna chance con te. Ed io me la sono presa per niente.”
Gaia mi conferma:: hai capito perfettamente.”
Mi rimangono molti dubbi:” Gaia; preferisco comunque lasciare perdere. Non riesco ad essere a mio agio con te, quando non siamo soli. Hai visto prima, cosa e’ successo?”
Lei replica:”Francesco; ma ne abbiamo già parlato. Non è ancora chiarita la cosa?”
Mi innervosisco:” Il discorso e’ un altro. Avete voluto fare colazione con me? Va bene. Poi ci salutiamo, e ci diamo appuntamento per dopo la lezione. Mi spieghi il senso di sederci vicini, per poi essere invisibile o preso per il culo?”
Gaia obietta:” C’era Valentina, non eri da solo. Ed avete sbagliato entrambi. Lui non avrebbe dovuto fare quelle battute, ma tu non avresti dovuto reagire.”
Non la sopporto più:” Gaia; riesci sempre a trovare una giustificazione, che per me non esiste. Purtroppo le nostre frequenze sono tarate troppo diversamente.”
Me la sono proprio cercata:” La mia è tarata sul amicizia.”
Ribatto:” Si, hai ragione. Credo che il discorso sia chiuso.”
Mi rimprovera:” Francesco; stiamo parlando per trovare un punto di incontro, non di chiusura. Prima di sparare sentenze, ragiona qualche secondo in più.”
La sfido:”Vuoi mettermi alla prova? D’accordo, ci sto. Ma se supero il test, ti metti con me.”
Gaia non accetta:” se superi il test, recuperi punti. Ora sei ben sotto lo zero.”
Insisto:” ma il fine è metterci assieme, vero?”
Ribadisce:” il fine è che tu torni a comportarti in modo equilibrato. A quel punto, potremo riparlarne. Prima è impossibile.”
Sottolineo:” però non c'è la sicurezza, vero?”
Gaia ammette:” no, sarei bugiarda, dandoti una sicurezza. Tu supera il test e così mi darai la possibilità di rivedere il mio pensiero, e se ne potrà parlare di nuovo.”

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